Alimentazione sostenibile per le produzioni audiovisive e teatrali

Nel 2010 la FAO ha dato una prima definizione di Alimentazione Sostenibile, identificando i  modelli a basso impatto ambientale, che contribuiscono alla sicurezza nutrizionale e alla realizzazione di una vita sana per le generazioni presenti e future. Non è un caso che i consumatori ed i produttori del settore agroalimentare sottolineino continuamente il proprio impegno nella sfida al cambiamento climatico correlato al consumo di cibo.
Il sistema alimentare globale ha diversi impatti ambientali significativi che comportano conseguenze negative per la sostenibilità del pianeta. Ecco alcuni esempi:

  • Emissione di gas serra quali: metano prodotto dalla fermentazione enterica (digestione) di animali come bovini, suini e ovini, protossido di azoto prodotto dal letame e dai fertilizzanti azotati utilizzati per le colture foraggere, anidride carbonica prodotta dalla respirazione degli animali;
  • Deforestazione: per creare pascoli e terreni coltivabili, si abbattono foreste che assorbono CO2, aggravando il riscaldamento globale;
  • Consumo di acqua: allevamento e agricoltura richiedono molta acqua per abbeverare gli animali, irrigare le colture foraggere e pulire gli allevamenti. Inoltre, l’agricoltura intensiva riduce la capacità di assorbire CO2.

Le produzioni audiovisive e teatrali possono contribuire alla realizzazione di un modello sostenibile mettendo in atto una serie di azioni che la rendano parte attiva di questa sfida, come ad esempio:

  • Prediligere l’acquisto di prodotti alimentari da aziende agricole locali e a conduzione familiare con etichette bio e a Km Zero. Questo non solo sostiene l’economia locale, ma riduce l’impronta di carbonio associata al trasporto, stoccaggio e conservazione;
  • Scegliere prodotti stagionali che sono naturalmente più abbondanti e richiedono meno risorse per la coltivazione e il trasporto;
  • Scegliere opzioni alimentari che prediligano un maggiore consumo di legumi e piatti vegetariani. Infatti, un regime alimentare basato sul consumo di vegetali comporta lo spreco di una quantità compresa tra i 1.500 e i 2.600 litri d’acqua,  a differenza di chi segue una dieta ricca di carne che ne spende tra i 4.000 e i 5.000 litri;
  • Evitare gli sprechi alimentari mettendo in atto azioni come la pianificazione dei pasti, il compostaggio e la donazione di esuberi alimentari;
  • Collaborare con associazioni che piantino alberi per ridurre la quantità di CO2 presente in atmosfera;
  • Stipulare contratti con società di catering che forniscano pasti tramite servizi self-service, evitando l’utilizzo di cestini;
  • Optare per prodotti con imballaggi riciclabili o compostabili.

I vantaggi che derivano dalla messa in atto di queste azioni sono molteplici:

  • L’adesione a scelte alimentari sostenibili aiuta a sensibilizzare il pubblico su questo tema ed a promuovere un modello di consumo più responsabile. Questo si traduce con un miglioramento dell’immagine aziendale, attirando nuovi clienti;
  • In alcuni casi, le scelte alimentari sostenibili possono essere più convenienti rispetto a quelle tradizionali. Questo perché i prodotti locali e stagionali sono spesso più economici e perché la riduzione degli sprechi può portare a un risparmio significativo;
  • Migliore qualità del cibo: i prodotti alimentari sostenibili sono spesso più freschi e di migliore qualità rispetto a quelli industriali. Questo perché sono coltivati o allevati in modo naturale, senza l’utilizzo di pesticidi o antibiotici.
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